Menopausa e perimenopausa: sintomi e cambiamenti durante la transizione

Per molti anni la menopausa è stata raccontata come una semplice fase della vita femminile: un evento inevitabile, da affrontare quando sarebbe arrivato. In realtà oggi sappiamo che la menopausa non inizia all’improvviso e non coincide soltanto con la scomparsa delle mestruazioni. Si tratta di una vera e propria transizione biologica che può iniziare diversi anni prima, durante la perimenopausa, coinvolgendo numerosi organi e sistemi dell’organismo.

Eppure, nonostante rappresenti un passaggio fisiologico nella vita della maggior parte delle donne, la conoscenza della menopausa è ancora sorprendentemente limitata.

Un recente articolo pubblicato su The Lancet Obstetrics, Gynaecology, & Women’s Health richiama un dato che dovrebbe far riflettere: in un sondaggio condotto su 947 donne in perimenopausa, fino al 90% ha dichiarato di non aver mai ricevuto alcuna educazione sulla menopausa durante il percorso scolastico, mentre oltre il 60% si è sentito completamente disinformato rispetto ai cambiamenti che avrebbe potuto vivere.

Questi numeri spiegano perché molte donne arrivino alla perimenopausa senza riconoscere ciò che sta accadendo al proprio corpo. I primi sintomi vengono spesso interpretati come problemi isolati o conseguenze dello stress, del lavoro o dell’età, senza cogliere che potrebbero rappresentare manifestazioni di un’unica condizione fisiologica.

Le vampate di calore sono certamente il sintomo più conosciuto, ma la realtà è molto più complessa. Durante la transizione menopausale possono comparire disturbi del sonno, stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione, variazioni dell’umore, dolori articolari, modificazioni della pelle, alterazioni della composizione corporea e cambiamenti dei capelli. Ogni donna vive questa fase in modo diverso e con un’intensità differente. Questi segnali, tuttavia, non devono essere attribuiti automaticamente alla menopausa: vanno valutati nel contesto individuale, senza trascurare possibili diagnosi alternative.


Non manca solo l’informazione alle donne

L’articolo mette in evidenza anche un altro aspetto spesso poco conosciuto: il divario educativo riguarda molti professionisti sanitari.

Un questionario rivolto ai medici di medicina generale del Regno Unito ha mostrato che il 52% degli intervistati non si riteneva adeguatamente formato per offrire consulenza alle donne con sintomi della menopausa. Negli ultimi anni, proprio per colmare questo divario, diverse società scientifiche internazionali hanno avviato iniziative formative rivolte ai professionisti della salute.

La British Menopause Society (BMS) ha lanciato nel 2024 un corso di formazione online. La European Menopause and Andropause Society (EMAS) pubblica linee guida e documenti di indirizzo basati sulle evidenze, offre formazione accreditata e mette a disposizione risorse accessibili anche al pubblico. A livello internazionale, la International Menopause Society (IMS), insieme al Council of Affiliated Menopause Societies (CAMS), contribuisce alla diffusione di raccomandazioni e materiali informativi sulla salute nella mezza età.

L’obiettivo è rendere la consulenza sulla menopausa più uniforme, aggiornata e realmente centrata sulla donna.


Un nuovo modo di parlare di menopausa

Proprio da questa esigenza nasce il programma Modernising Menopause Counselling, sviluppato da un gruppo internazionale di esperti con l’obiettivo di supportare consulti strutturati e centrati sulla persona per le donne i cui sintomi della menopausa influenzano la vita quotidiana.

L’idea di fondo è chiara, ma sostanziale.

Troppo spesso la visita si concentra esclusivamente sul sintomo più evidente oppure sul tempo limitato della consulenza. Il risultato è che alcune problematiche rimangono in secondo piano, mentre la donna può uscire dall’incontro con dubbi irrisolti o con la sensazione di non essere stata realmente ascoltata.

Il programma propone invece un approccio articolato in tre ambiti: sintomi, vissuto e soluzioni. Il professionista identifica e collega i diversi sintomi, approfondisce il loro impatto sul lavoro, sulle relazioni, sul sonno, sulle capacità cognitive e sul benessere emotivo e, infine, costruisce insieme alla paziente una strategia terapeutica condivisa.

L’obiettivo non è semplicemente prescrivere un trattamento, ma aiutare la donna a comprendere cosa sta accadendo al proprio organismo e a partecipare attivamente alle decisioni riguardanti la propria salute. Le possibili strategie possono comprendere terapie ormonali, opzioni non ormonali e interventi sullo stile di vita, valutati in base al quadro clinico, alle preferenze e alle preoccupazioni della paziente.


La conoscenza è parte della cura

Una donna informata riesce più facilmente a riconoscere i cambiamenti del proprio corpo, a porre le domande giuste e a partecipare in modo consapevole alle decisioni terapeutiche.

Questo rappresenta uno dei messaggi più importanti emersi dalla ricerca: migliorare l’educazione sulla menopausa significa migliorare anche la qualità dell’assistenza.

La menopausa non è soltanto una questione ormonale. È una fase della vita che coinvolge salute fisica, benessere psicologico, relazioni, lavoro e qualità della vita.

Per questo motivo merita di essere affrontata con informazioni corrette, ascolto e un approccio realmente personalizzato.

Nel prossimo articolo vedremo come questo nuovo modello di consulenza possa essere applicato a un sintomo spesso sottovalutato, ma estremamente importante per molte donne: la perdita di capelli durante la transizione menopausale.

Fonte

Harper JC, Nappi RE, Stute P. Modernising menopause counselling: a structured approach to person-centred care. The Lancet Obstetrics, Gynaecology, & Women’s Health. Pubblicato online il 7 luglio 2026. https://doi.org/10.1016/S3050-5038(26)00126-3.