Negli ultimi anni, in medicina tricologica, abbiamo assistito all’introduzione di nuovi approcci rigenerativi pensati per contrastare la caduta dei capelli e migliorare la qualità del cuoio capelluto.
Tra i trattamenti oggi più discussi troviamo i polinucleotidi, utilizzati come booster bio-rigenerativi per favorire il trofismo follicolare e sostenere la crescita dei capelli.
L’interesse verso questa terapia nasce soprattutto dai risultati osservati nei pazienti con alopecia androgenetica, diradamento diffuso e capelli indeboliti, condizioni nelle quali i polinucleotidi possono contribuire a migliorare densità, spessore e qualità del fusto pilifero.
Cosa sono i polinucleotidi?
I polinucleotidi, indicati anche con la sigla PN, sono macromolecole derivate da DNA altamente purificato, generalmente ottenuto da fonti naturali come i salmonidi. In medicina estetica e rigenerativa vengono impiegati per le loro proprietà bio-stimolanti e rigenerative.
Nel campo della tricologia, vengono infiltrati direttamente nel cuoio capelluto attraverso microiniezioni intradermiche. L’obiettivo è creare un ambiente biologico più favorevole al follicolo pilifero, migliorando nutrizione, microcircolazione e attività cellulare.
I cosiddetti Polinucleotidi-HPT rappresentano una formulazione specifica studiata per il trattamento del cuoio capelluto e del follicolo pilifero.
Come agiscono sul follicolo pilifero?
L’azione dei polinucleotidi è complessa e coinvolge diversi meccanismi biologici che possono supportare il ciclo di crescita del capello.
Tra i principali effetti osservati troviamo:
• miglioramento della microcircolazione del cuoio capelluto;
• aumento dell’ossigenazione e del trofismo follicolare;
• stimolazione di fattori di crescita come VEGF e FGF-7;
• azione antinfiammatoria;
• supporto alla fase anagen del capello;
• rafforzamento del fusto pilifero.
I polinucleotidi sembrano inoltre attivare i recettori purinergici A2A dell’adenosina presenti nelle cellule della papilla dermica. Questo meccanismo favorisce la produzione di fattori di crescita coinvolti nella rigenerazione follicolare.
L’adenosina, già nota in tricologia per il suo ruolo positivo sulla crescita dei capelli, può contribuire a:
- stimolare la via Wnt/β-catenina;
- sostenere la crescita follicolare;
- rallentare la transizione precoce verso la fase catagen;
- mantenere più a lungo il capello in fase di crescita attiva.
Polinucleotidi e alopecia androgenetica
L’alopecia androgenetica rappresenta una delle principali indicazioni del trattamento con polinucleotidi-HPT.
Uno studio pubblicato sull’International Journal of Aesthetic and Anti-Ageing Medicine, PRIME, firmato da T. Lotti, R. Gianfaldoni e collaboratori, ha valutato l’efficacia del trattamento in donne tra i 25 e i 65 anni affette da alopecia androgenetica femminile.
Attraverso analisi tricoscopiche e valutazioni strumentali, lo studio ha evidenziato:
- miglioramento della densità capillare;
- aumento del diametro del capello;
- riduzione della caduta;
- rafforzamento del ciclo pilare.
Secondo i dati riportati, circa il 72% delle pazienti ha mostrato un miglioramento clinico senza effetti collaterali significativi.
Quando è indicato il trattamento?
Le infiltrazioni di polinucleotidi-HPT possono essere prese in considerazione in diversi quadri tricologici:
- alopecia androgenetica maschile e femminile;
- caduta stagionale dei capelli;
- diradamento diffuso;
- capelli fragili e assottigliati;
- diradamento post partum;
- diradamento delle sopracciglia;
- supporto pre e post chirurgia tricologica.
Il trattamento può inoltre essere associato ad altre strategie terapeutiche, come la carbossiterapia, che migliora la microcircolazione attraverso microiniezioni di anidride carbonica medicale.
Come si svolge il trattamento?
Il trattamento con polinucleotidi si esegue tramite microiniezioni localizzate nelle aree del cuoio capelluto interessate dal diradamento o dall’indebolimento follicolare.
Si tratta di una procedura ambulatoriale generalmente ben tollerata, che non richiede anestesia e consente il ritorno immediato alle normali attività quotidiane.
Il protocollo terapeutico viene sempre definito in modo personalizzato, in base al quadro clinico, alle caratteristiche del cuoio capelluto e agli obiettivi del trattamento. In genere, si prevede un ciclo iniziale di 3-4 sedute, distanziate ogni 2-3 settimane, con eventuali richiami di mantenimento nel tempo.
È importante sottolineare che i polinucleotidi non vanno considerati come un trattamento isolato o standardizzato, ma come parte di un piano di cura più ampio, costruito sulle reali esigenze del paziente e integrato, quando necessario, con altre terapie tricologiche.
La durata e la frequenza delle sedute possono quindi variare da caso a caso, in base alla risposta individuale e all’evoluzione del quadro clinico.
Conclusioni
Le terapie a base di polinucleotidi-HPT stanno attirando crescente attenzione in tricologia grazie alla loro azione rigenerativa e bio-stimolante sul follicolo pilifero.
A differenza del PRP, i polinucleotidi non prevedono l’utilizzo del sangue del paziente, ma si presentano come sostanze già pronte, purificate e con una composizione standardizzata. Rispetto alla mesoterapia, invece, non agiscono soltanto attraverso l’apporto di sostanze nutritive, ma interagiscono con specifici recettori delle cellule dermiche, favorendo la produzione naturale di alcuni fattori di crescita.
Si tratta quindi di un approccio diverso, con meccanismi d’azione distinti, che può essere integrato o alternato ad altri trattamenti tricologici in base al quadro clinico del paziente.
Per questo motivo, la scelta di ricorrere ai polinucleotidi deve sempre nascere da una valutazione specialistica accurata. Nei miei ambulatori eseguo questo trattamento in regime ambulatoriale, all’interno di percorsi personalizzati costruiti sulle reali esigenze del paziente e sull’evoluzione del suo quadro tricologico.