DHEAS basso nelle donne: segnali da non ignorare per la salute ormonale e dei capelli

l DHEAS (deidroepiandrosterone solfato) è un ormone prodotto principalmente dalle ghiandole surrenali e, in misura minore, anche dalle ovaie. Gioca un ruolo chiave nell’equilibrio ormonale femminile, influenzando il metabolismo, la funzione sessuale e la salute dei capelli. Sebbene sia noto che i suoi livelli tendano a diminuire con l’età, può capitare che il DHEAS risulti basso anche in donne giovani e in età fertile. In questi casi, è importante indagare le possibili cause e valutare strategie efficaci per riportare equilibrio.

Cos’è il DHEAS e perché è importante

Il DHEAS (deidroepiandrosterone solfato) è un ormone androgeno prodotto principalmente dalle ghiandole surrenali. È la forma circolante e inattiva del DHEA, da cui si origina, e rappresenta un punto di partenza per la produzione di ormoni sessuali come estrogeni e androgeni.

Viene definito “inattivo” perché, prima di agire, deve essere trasformato in DHEA libero e poi convertito nei rispettivi ormoni attivi, a seconda delle necessità dell’organismo.
In questo senso è un precursore: non agisce direttamente, ma permette la sintesi degli ormoni responsabili di funzioni importanti come il ciclo mestruale, il metabolismo, il tono dell’umore, la libido e la salute dei capelli.

Nonostante il suo ruolo centrale, è spesso poco indagato, pur potendo offrire informazioni preziose soprattutto nelle donne in età fertile.

Quando il DHEAS è troppo basso

Un valore basso di DHEAS in una donna in età fertile può dipendere da diversi fattori. Le principali cause includono:

  • Disfunzione surrenalica, come nel caso della malattia di Addison o di una ipofunzione surrenalica primaria o secondaria.
  • Disturbi ormonali che coinvolgono l’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene), come forme di ipogonadismo o alterazioni ipofisarie.
  • Assunzione di farmaci, in particolare corticosteroidi o contraccettivi orali, che possono inibire la produzione di DHEAS.
  • Malattie croniche o infezioni sistemiche che impattano la funzione endocrina.
  • Stile di vita, tra cui stress cronico, diete fortemente restrittive, sovrappeso o obesità.
  • Fattori genetici o fisiologici, con una naturale variabilità interindividuale dei livelli di DHEAS anche tra donne sane.

La misurazione del DHEAS nel sangue rientra tra gli esami utili per valutare la funzione delle ghiandole surrenali e approfondire eventuali squilibri ormonali. In presenza di valori inferiori alla norma, è importante analizzare il contesto clinico della persona per individuare la causa e, se necessario, avviare ulteriori approfondimenti diagnostici.

Qual è il legame con la PCOS

Nella sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), i livelli di DHEAS sono spesso elevati a causa di una produzione eccessiva da parte delle ghiandole surrenali. Tuttavia, non tutte le donne con PCOS presentano iperandrogenismo evidente. In alcuni fenotipi, soprattutto quelli meno classici o in presenza di stress cronico e disfunzioni surrenaliche, i livelli di DHEAS possono essere nella norma o addirittura bassi. Per questo motivo, in presenza di sintomi come acne grave, crescita anomala dei peli, irregolarità del ciclo o perdita di capelli, è importante considerare anche la PCOS come possibile causa da approfondire con esami ormonali specifici.

Come affrontare un DHEAS basso

La gestione di un DHEAS basso parte sempre da una valutazione medica approfondita. Serve identificare la causa sottostante, attraverso indagini che coinvolgano endocrinologo e/o ginecologo, con esami ormonali specifici, valutazione della funzionalità surrenalica e indagine sull’eventuale assunzione di farmaci o patologie associate.

In assenza di cause patologiche, si può intervenire su più fronti:

1. Alimentazione e micronutrienti
Una dieta equilibrata, ricca di vitamine del gruppo B, vitamina C, grassi sani (come omega-3) e zinco, può supportare la funzione surrenalica. Alimenti come pesce azzurro, avocado, semi oleosi, verdure a foglia verde, agrumi e legumi possono essere d’aiuto.

2. Stile di vita
La gestione dello stress è essenziale. Tecniche come mindfulness, esercizio fisico moderato, yoga e un sonno regolare di qualità aiutano a normalizzare la risposta surrenalica.

3. Integrazione mirata
Solo se indicato da un medico, può essere valutata l’integrazione di DHEA, vitamina C, fosfatidilserina, magnesio o adattogeni come l’ashwagandha. L’integrazione ormonale, in particolare, richiede sempre monitoraggio clinico per evitare effetti collaterali (come acne o irsutismo).

4. Trattamento della causa primaria
Se alla base vi è una patologia specifica, come una forma di insufficienza surrenalica, il trattamento è mirato alla condizione scatenante, con terapie ormonali sostitutive o altri approcci endocrinologici.

Un valore basso di DHEAS non deve allarmare, ma va sempre contestualizzato. Quando ci troviamo di fronte a un quadro clinico con sintomi come stanchezza cronica, calo del desiderio sessuale, alterazioni del ciclo o diradamento dei capelli, indagare i livelli di DHEAS può offrire informazioni preziose. In ogni caso, il consiglio è sempre uno: affidarsi a un professionista per una valutazione personalizzata e un piano di intervento realmente efficace.