Quando si parla di alopecia androgenetica, il primo segnale a cui si pensa è generalmente il diradamento. In alcuni pazienti, tuttavia, il follicolo può iniziare a modificarsi quando la densità dei capelli appare ancora sostanzialmente conservata.
Tra i segnali meno conosciuti vi è il progressivo cambiamento della consistenza dei capelli: alcuni fusti possono diventare più ricci, crespi, secchi, opachi o difficili da gestire, soprattutto nelle regioni frontale e temporale.
Questa variazione non indica necessariamente la presenza di alopecia androgenetica. Quando però compare in modo localizzato nelle aree maggiormente sensibili agli androgeni, in particolare nei giovani uomini, può essere opportuno sottoporla a una valutazione più approfondita.
Quando il paziente nota che i capelli “non sono più gli stessi”
Durante la visita tricologica, il paziente non riferisce sempre, come primo sintomo, un aumento della caduta. Più spesso segnala che una parte della chioma ha iniziato a presentare caratteristiche diverse rispetto al passato:
«I capelli nella zona frontale non sono più come prima».
«Sono diventati più crespi e difficili da pettinare».
«In corrispondenza delle tempie sembrano più ricci e più corti».
«Crescono meno e non ho più bisogno di tagliarli con la stessa frequenza».
Sebbene possano apparire come semplici considerazioni di natura estetica, queste osservazioni possono fornire indicazioni cliniche importanti.
In un recente approfondimento divulgativo, la Dott.ssa Antonella Tosti ha riassunto il concetto con un messaggio particolarmente efficace:
«La struttura dei capelli cambia prima che si diradino. Ascoltate i vostri pazienti».
Questo non significa che ogni variazione della consistenza dei capelli preceda necessariamente una perdita di densità. Il racconto del paziente può tuttavia segnalare un’alterazione ancora poco evidente all’osservazione diretta e contribuire a orientare i successivi approfondimenti diagnostici.
Che cos’è l’increspatura progressiva acquisita dei capelli
La letteratura scientifica descrive una condizione ancora poco conosciuta denominata Acquired Progressive Kinking of the Hair (APKH), espressione traducibile come increspatura progressiva acquisita dei capelli.
Questa condizione è caratterizzata da una graduale modificazione della struttura del fusto: i capelli possono diventare:
- più ricci o ondulati;
- crespi e opachi;
- più secchi o ruvidi;
- più corti e difficili da pettinare;
- talvolta più scuri rispetto al resto della chioma.
La forma più frequentemente associata all’alopecia androgenetica è stata osservata soprattutto nei giovani uomini, con alterazioni localizzate nelle regioni frontale e temporale, in corrispondenza delle basette e, in alcuni casi, al vertice.
La distribuzione delle alterazioni rappresenta uno degli aspetti clinicamente più rilevanti: quando il cambiamento interessa le aree maggiormente sensibili agli androgeni, può essere indicativo di un processo iniziale di miniaturizzazione follicolare.
Che cosa ci dice la letteratura scientifica
Una revisione narrativa pubblicata nel 2026 sull’International Journal of Dermatology, alla quale ha partecipato anche la Dott.ssa Tosti, ha riesaminato 14 pubblicazioni comprendenti complessivamente 24 casi riconducibili al fenotipo androgeno-sensibile.
Nella maggior parte dei casi esaminati, il cambiamento della struttura dei capelli è stato seguito, nell’arco di mesi o anni, dalla comparsa di un’alopecia androgenetica clinicamente evidente. Gli autori suggeriscono pertanto di considerare l’APKH localizzata nelle aree androgeno-dipendenti come una possibile manifestazione iniziale dell’alopecia androgenetica, piuttosto che come una condizione necessariamente distinta.
È tuttavia importante interpretare questi risultati con cautela, poiché il numero di casi analizzati è limitato. I dati disponibili evidenziano un’associazione clinica di interesse, ma non consentono di stabilire con quale frequenza il cambiamento della consistenza dei capelli preceda l’alopecia androgenetica nella popolazione generale.
Perché la struttura del capello può cambiare
Il meccanismo alla base di questo cambiamento non è ancora stato completamente chiarito.
Nel fenotipo androgeno-sensibile, la progressiva miniaturizzazione del follicolo e le alterazioni delle strutture che modellano il fusto durante la crescita potrebbero favorire la comparsa di capelli più corti, sottili, tortuosi e irregolari.
In alcune osservazioni, nelle aree interessate sono stati riscontrati segni compatibili con l’alopecia androgenetica e una maggiore attività androgenica locale. Il rapporto di causa ed effetto, tuttavia, non è ancora stato dimostrato in modo definitivo e richiede ulteriori approfondimenti.
È quindi più corretto interpretare il cambiamento della struttura del capello come un possibile segnale associato alla miniaturizzazione follicolare, piuttosto che come la conseguenza di un meccanismo già pienamente accertato.
Non tutte le variazioni della consistenza dei capelli dipendono dagli androgeni
Un cambiamento diffuso della struttura dei capelli, che diventano più ricci o crespi, richiede un inquadramento diagnostico più ampio, che prenda in considerazione diverse possibili cause. Alterazioni di questo tipo possono infatti essere associate a:
- assunzione di alcuni farmaci, tra cui i retinoidi sistemici;
- ricrescita dei capelli successiva a un effluvio in anagen;
- trattamenti cosmetici, chimici o termici;
- alterazioni congenite o acquisite del fusto del capello;
- condizioni sistemiche o modificazioni temporanee del ciclo follicolare.
Per questo motivo non è sufficiente osservare che i capelli sono diventati più crespi. Occorre considerare quando è iniziato il cambiamento, quali aree interessa, se è localizzato o diffuso, quali farmaci vengono assunti e se sono presenti altri segni di miniaturizzazione.
La revisione del 2026 propone un modello che distingue un fenotipo androgeno-dipendente, localizzato nelle aree sensibili agli androgeni e più frequentemente progressivo, da forme non androgeno-dipendenti legate ad altri fattori. È una distinzione clinicamente utile, ma deve essere interpretata come un quadro concettuale ancora basato su un numero limitato di casi.
Il ruolo della tricoscopia
La sola osservazione a occhio nudo non consente di formulare una diagnosi accurata. La tricoscopia permette invece di esaminare in modo approfondito il cuoio capelluto e i fusti dei capelli, individuando eventuali segni di miniaturizzazione, tra cui:
- variabilità del diametro dei capelli;
- aumento dei fusti sottili e miniaturizzati;
- alterazione del rapporto tra capelli terminali e capelli più fini;
- distribuzione caratteristica nelle aree androgeno-sensibili.
Nei casi di APKH descritti in letteratura sono state osservate anche alcune alterazioni del fusto del capello, tra cui torsioni irregolari, curvature angolari e solchi longitudinali. Reperti più specifici, come rigonfiamenti fusiformi, appiattimenti e torsioni lungo l’asse del capello, sono stati invece documentati mediante microscopia ottica o elettronica.
L’esame istologico, riservato a casi selezionati, ha evidenziato caratteristiche compatibili con una fase iniziale di alopecia androgenetica, quali la miniaturizzazione follicolare, la riduzione del rapporto tra capelli terminali e vellus e l’aumento dei follicoli in fase telogen.
È quindi importante distinguere i diversi livelli di indagine: tricoscopia, microscopia del fusto e istologia forniscono informazioni differenti, ma tra loro complementari.
Il capello può cambiare prima che il diradamento diventi visibile
Nella pratica clinica, il modo in cui il paziente descrive i propri capelli rappresenta una parte importante della visita. Un cambiamento progressivo della loro consistenza, soprattutto quando interessa la regione frontale, temporale o le basette di un giovane uomo, non dovrebbe essere considerato esclusivamente un problema estetico.
Allo stesso tempo, è fondamentale evitare inutili allarmismi: capelli più ricci, secchi o crespi non indicano necessariamente la presenza di alopecia androgenetica.
Il significato di questo segnale risiede piuttosto nella necessità di una valutazione più accurata. Attraverso l’anamnesi, l’esame clinico e la tricoscopia è possibile verificare l’eventuale presenza di segni di miniaturizzazione follicolare oppure individuare una diversa origine del cambiamento.
In tricologia, intervenire precocemente non significa trattare ogni variazione della struttura del capello, ma riconoscere quando un cambiamento merita di essere approfondito, prima che la riduzione della densità diventi evidente.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una visita specialistica. Ogni cambiamento della struttura dei capelli deve essere valutato considerando storia clinica, distribuzione delle alterazioni, terapie assunte, esame obiettivo e tricoscopia.
Fonti scientifiche
- Corona-Rodarte E. et al. Acquired Progressive Kinking of the Hair: A Narrative Review of the Androgen-Dependent Phenotype. International Journal of Dermatology, 2026. DOI: 10.1111/ijd.70281
- Tosti A. et al. Acquired Progressive Kinking of the Hair: Clinical Features, Pathological Study, and Follow-up of 7 Patients. Archives of Dermatology, 1999. Consulta l’articolo
- Civas E., Demirci G.T. Rapid onset acquired progressive kinking of the hair: Scanning electron microscopic findings in a woman. Indian Journal of Dermatology, Venereology and Leprology, 2021. Consulta l’articolo