La fine dell’estate porta con sé non solo il ricordo delle vacanze, ma anche i segni dello stress subito dai nostri capelli. Sole, salsedine, vento, cloro e sudore rendono la chioma secca, sfibrata e opaca. Con l’arrivo dell’autunno, stagione in cui la caduta dei capelli tende fisiologicamente ad aumentare, è fondamentale seguire una routine mirata per rigenerare la capigliatura e preservarne la salute.
Idratare e nutrire i capelli dopo l’estate: come fare?
Dopo i mesi più caldi, il primo passo è ridare idratazione e nutrimento ai capelli. Maschere, balsami e shampoo specifici aiutano a contrastare secchezza e fragilità, restituendo luminosità e morbidezza. È importante scegliere prodotti adatti al proprio tipo di capello, meglio se arricchiti con vitamine e sostanze naturali.
In alcuni casi, lo specialista può consigliare integratori mirati, utili per rinforzare i capelli dall’interno. Tuttavia, vanno assunti solo dietro indicazione medica, evitando il fai da te che potrebbe risultare dannoso.
Quando rivolgersi ad un medico tricologo?
Il consulto tricologico diventa necessario in presenza di: perdita di capelli superiore alla norma; capelli visibilmente più sottili e opachi; prurito o desquamazione del cuoio capelluto; familiarità con casi di alopecia androgenetica.
Il tricologo può distinguere tra cadute fisiologiche, disturbi temporanei (come la dermatite seborroica) e patologie vere e proprie, impostando la terapia più adeguata.
E’ importante approfondire con analisi del sangue?
Per approfondire le cause dell’indebolimento e della perdita di capelli, prima di procedere con la visita e quindi definire una diagnosi, il tricologo può prescrivere alcuni esami del sangue. Tra questi i principali sono:
- Emocromo per verificare la presenza di anemia o una riduzione di emoglobina e globuli rossi
- Sideremia e ferritina per individuare una possibile carenza di ferro
- TSH (ormone tireostimolante) e anticorpi antiperossidasi utili per escludere l’ipotesi di ipotiroidismo come causa della fragilità dei capelli
Prepararsi alla visita tricologica
Per una valutazione accurata, è bene: evitare lavaggi nei 2-3 giorni precedenti la visita; non pettinare i capelli la mattina dell’appuntamento; sospendere trattamenti estetici (tinture, permanenti) nei giorni immediatamente precedenti; portare con sé esami ematici recenti e l’elenco dei farmaci assunti.
Tricoscopia: esame diagnostico non invasivo
Per valutare lo stato di salute del cuoio capelluto e dei follicoli, il tricologo può ricorrere alla Tricoscopia. Questa metodologia di esame, eseguita con microscopi digitali, permette di osservare la struttura del capello, identificare fenomeni di miniaturizzazione follicolare e monitorare nel tempo l’efficacia delle terapie.
Terapie innovative per stimolare la ricrescita dei capelli
Una volta effettuata la diagnosi, il tricologo può così intervenire con specifici farmaci e trattamenti ambulatoriali:
- PRP (Plasma Ricco di Piastrine): un trattamento che sfrutta le piastrine del sangue del paziente per stimolare le cellule staminali del cuoio capelluto e favorire la ricrescita. Si tratta di un trattamento sicuro, privo di controindicazioni e con un’alta percentuale di successo.
- Mesoterapia: consiste nell’iniezione intradermica di principi attivi (vitamine, aminoacidi, oligoelementi, peptidi biomimetici) con l’obiettivo di migliorare il trofismo dei follicoli, favorire la microcircolazione locale e, contemporaneamente, tonificare ed elasticizzare la pelle.
- Altre risorse interessanti della medicina rigenerativa, sempre più utilizzata in tricologia per stimolare la vitalità del cuoio capelluto e contrastare il diradamento sono i Polinucleotidi o molecole naturali derivate da DNA ultra-purificato. A differenza del PRP, i polinucleotidi non prevedono l’utilizzo del sangue del paziente ma si presentano come sostanze già pronte e con una composizione standardizzata. Rispetto alla Mesoterapia, invece, non agiscono solo attraverso l’apporto di nutrienti ma interagiscono con recettori specifici nelle cellule dermiche, favorendo la produzione naturale di fattori di crescita come VEGF e FGF-7.
- Tricopat: un trattamento non invasivo e indolore per la caduta dei capelli, che utilizza un dispositivo brevettato che combina micro-dermoincisione controllata e onde pressorie per attivare il metabolismo cellulare del cuoio capelluto, stimolarne la circolazione sanguigna e facilitare l’assorbimento di fattori di crescita applicati in precedenza sulla cute.
Infine, anche gli accorgimenti quotidiani – come l’uso di cosmetici adatti, una corretta detersione e uno stile di vita equilibrato – hanno un ruolo importante al fine di rallentare o bloccare la caduta dei capelli, ma sempre come parte di un percorso che mette i farmaci (es. Minoxodil) e la terapia medica al centro.