Caduta dei capelli e medicina rigenerativa: il ruolo dei polinucleotidi in tricologia

La medicina rigenerativa sta offrendo nuove risposte concrete per chi vive un indebolimento o una perdita progressiva dei capelli. Tra le opzioni più innovative oggi disponibili, i polinucleotidi rappresentano una risorsa preziosa anche in ambito tricologico.

Si tratta di molecole naturali – frazioni di DNA ad alta purezza – in grado di stimolare i processi di rigenerazione dei tessuti e di migliorare il trofismo cellulare, contribuendo così a ridurre lo stress ossidativo e a migliorare le condizioni del cuoio capelluto. In altre parole, un trattamento che non si limita a contrastare i sintomi, ma lavora in profondità, là dove il follicolo ritrova la sua vitalità.

La validità scientifica dell’uso dei polinucleotidi nella cura dell’alopecia androgenetica è stata confermata da uno studio pubblicato sull’International Journal of Aesthetic and Anti-Ageing Medicine (PRIME), a firma di T. Lotti, R. Gianfaldoni et al.
Lo studio, condotto su pazienti di sesso femminile tra i 25 e i 65 anni, ha evidenziato un miglioramento significativo nei parametri di densità, diametro e caduta dei capelli, confermando l’efficacia della terapia in soggetti affetti da alopecia.

Come funzionano

I polinucleotidi lavorano come “spazzini” dei radicali liberi, migliorando la qualità del microambiente in cui vive il follicolo pilifero. Favoriscono la produzione di collagene, aumentano l’idratazione dei tessuti e migliorano la circolazione locale.
Ma il meccanismo è ancora più interessante: queste molecole attivano specifici recettori purinergici A2 presenti nelle cellule delle papille dermiche. L’attivazione di questi recettori induce la produzione endogena di fattori di crescita (come VEGF e FGF-7), con un effetto trofico sul follicolo e un prolungamento della fase anagen del capello.

Benefici in ambito tricologico

  • Stimolo rigenerativo profondo, utile nei casi di alopecia androgenetica, telogen effluvium cronico e nei quadri di indebolimento generalizzato.
  • Riduzione dello stress ossidativo sul cuoio capelluto, spesso coinvolto nei processi degenerativi follicolari.
  • Miglioramento della qualità e resistenza del capello, che appare più spesso, lucido e vitale.

Quando vengono utilizzati

Le microiniezioni di polinucleotidi trovano impiego in vari contesti clinici:

  • Alopecia androgenetica (maschile e femminile)
  • Telogen effluvium cronico
  • Diradamento post-stress, post-partum o post-terapia farmacologica
  • Diradamento delle sopracciglia
  • Supporto pre e post interventi di chirurgia tricologica
  • Percorsi post-oncologici, con valutazione da parte di un tricologo esperto

Anche nei pazienti oncologici, con le giuste valutazioni

In presenza di quadri clinici complessi, come nei pazienti che hanno affrontato cure oncologiche, l’uso dei polinucleotidi può essere valutato con attenzione da parte di un tricologo oncologico.
Quando le condizioni generali lo permettono, questa terapia può offrire un valido sostegno nei percorsi di recupero della salute del cuoio capelluto e dei capelli.

Come vengono impiegati nei trattamenti

I polinucleotidi vengono iniettati direttamente nel cuoio capelluto, in corrispondenza delle zone colpite da diradamento o indebolimento. La procedura avviene in ambulatorio, è generalmente ben tollerata, non richiede anestesia e non comporta tempi di recupero.

Nei protocolli più completi, questa terapia può essere associata ad altre tecniche complementari, come la carbossiterapia, utile per migliorare ulteriormente la microcircolazione locale.

Frequenza e cadenza dei trattamenti

Il protocollo prevede solitamente un ciclo iniziale di 3-4 sedute, a distanza di 2-3 settimane, con eventuali richiami nel corso dell’anno.
Si tratta di un trattamento che si integra con delicatezza all’interno di piani terapeutici personalizzati, in base alla storia clinica e alla risposta individuale.

Cosa li distingue da PRP o mesoterapia?

Mentre la mesoterapia fornisce nutrienti e vitamine, e il PRP sfrutta i fattori di crescita del sangue del paziente, i polinucleotidi agiscono come biostimolatori purificati con un profilo standardizzato e una stabilità d’azione maggiore, indipendente dalle variabili biologiche individuali.

Oggi i trattamenti a base di polinucleotidi vengono utilizzati in ambito ambulatoriale, all’interno di percorsi di cura strutturati e multidisciplinari.
Una possibilità da esplorare con consapevolezza, per chi desidera affrontare la caduta dei capelli in modo avanzato, sicuro e rispettoso della fisiologia del cuoio capelluto.