Perdita dei capelli: le malattie che possono provocarla

La caduta dei capelli è un disturbo molto comune, che colpisce uomini e donne di ogni età. Negli ultimi anni i casi sembrano in aumento anche tra i più giovani, un fenomeno che non è solo estetico ma che può avere forti ripercussioni psicologiche e sociali.

In alcuni casi, però, la perdita di capelli non è un semplice evento temporaneo o genetico: può essere il segnale che qualcosa non funziona nell’organismo.
Vediamo insieme alcune delle condizioni più frequenti e come riconoscerle.

Malattie della tiroide e perdita dei capelli

Le patologie tiroidee sono tra le prime cause da indagare in caso di caduta anomala dei capelli.

  • Ipertiroidismo e ipotiroidismo

Un eccesso o una carenza di ormoni tiroidei (T3 e T4) altera il metabolismo e il ciclo vitale del follicolo pilifero. I capelli diventano più fragili, sottili e tendono a non ricrescere dopo la caduta.
Con il corretto trattamento endocrinologico e il riequilibrio ormonale, la situazione è in genere reversibile.

  • Tiroidite di Hashimoto

È una malattia autoimmune che causa un’infiammazione cronica della tiroide e spesso porta a ipotiroidismo. Oltre a sintomi come stanchezza, freddolosità e aumento di peso, può manifestarsi anche con una marcata perdita di capelli.

Gli esami del sangue (TSH, FT3, FT4, anticorpi anti-TPO e anti-TG) sono fondamentali per arrivare a una diagnosi precisa e impostare una terapia mirata.

Lupus eritematoso sistemico (LES)

Il Lupus è una malattia autoimmune cronica che causa infiammazione di organi e tessuti, tra cui la pelle e il cuoio capelluto.
La caduta dei capelli nel LES può essere diffusa o a chiazze (alopecia non cicatriziale, quindi reversibile), spesso legata all’infiammazione dei follicoli.

Nella forma cutanea discoide, invece, la perdita è permanente, poiché la cute cicatrizza e i bulbi vengono danneggiati in modo irreversibile.
Una diagnosi precoce e un follow-up specialistico possono limitare gli effetti estetici e migliorare la qualità di vita del paziente.

Diabete e diradamento dei capelli

Il diabete mellito può influire negativamente sulla salute dei capelli.
L’eccesso di glucosio nel sangue danneggia i vasi capillari che nutrono i follicoli piliferi, causando assottigliamento e caduta progressiva.

Inoltre, la scarsa ossigenazione del cuoio capelluto altera il ciclo anagen (di crescita), portando a un effluvio telogenico. Nelle forme autoimmuni (diabete di tipo 1), può associarsi anche ad alopecia areata.

Anemia e carenze vitaminiche

La carenza di ferro e di alcune vitamine (D, B12, acido folico) può compromettere la salute dei capelli. Il ferro è infatti indispensabile per la cheratinizzazione e l’ossigenazione del bulbo pilifero. Quando i livelli sono bassi, l’organismo ne privilegia l’uso per funzioni vitali, trascurando i capelli. Il risultato è una chioma debole, opaca e soggetta a caduta. Un semplice esame del sangue può confermare la carenza e guidare la supplementazione.

Infezioni e malattie infiammatorie del cuoio capelluto

Diverse infezioni batteriche o fungine possono provocare infiammazione e caduta temporanea dei capelli:

  • Follicolite → infiammazione dei follicoli spesso causata da batteri (stafilococchi);
  • Tigna (Tinea capitis) → infezione fungina contagiosa che provoca chiazze glabre;
  • Dermatite seborroica → non causa direttamente la caduta, ma l’eccesso di sebo e la presenza di lieviti (Malassezia) possono accentuare il diradamento;
  • Psoriasi del cuoio capelluto → malattia infiammatoria cronica che causa desquamazione e prurito;
  • Lichen planus → forma autoimmune che, se non trattata, può esitare in alopecia cicatriziale.

Intervenire tempestivamente permette di evitare danni irreversibili ai follicoli e favorire la ricrescita.

Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)

La PCOS è una delle più comuni condizioni ormonali femminili.
L’eccessiva produzione di androgeni può indurre una miniaturizzazione progressiva dei capelli, tipica dell’alopecia androgenetica femminile.
Si manifesta con un diradamento nella zona centrale e frontale del capo, spesso associato ad acne o irregolarità mestruali.

Terapie oncologiche

Chemioterapia e radioterapia possono determinare una caduta massiva dei capelli (alopecia anagenica), legata all’effetto citotossico sui follicoli in fase di crescita.
È un effetto temporaneo e reversibile: al termine del trattamento i capelli ricrescono in poche settimane, anche se talvolta con spessore o colore diversi rispetto a prima.

Sifilide e alopecia sifilitica

La sifilide, infezione sessualmente trasmissibile causata dal batterio Treponema pallidum, può provocare una caduta dei capelli irregolare e a chiazze.
Questo tipo di alopecia si manifesta generalmente nella seconda fase della malattia, insieme a rash cutanei.Con il trattamento antibiotico appropriato, i capelli ricrescono completamente.

Conclusioni

Come abbiamo visto, le cause della perdita dei capelli possono essere molte e molto diverse tra loro: ormonali, autoimmuni, infettive, metaboliche o carenziali. Rivolgersi a un dermatologo o tricologo esperto è fondamentale per individuare la causa precisa e impostare una terapia personalizzata. Una diagnosi tempestiva può fare la differenza tra una perdita temporanea e una calvizie permanente.